Gruppo retake parco degli Acquedotti

  Intervista all'admin Cristiano Tancredi

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Che cosa si deve fare e che cosa si deve promuovere per essere una Associazione che fa crescere la Comunità?

Da qualche tempo ci stiamo chiedendo: il nostro fare ed essere Associazione, dopo il Covid-19, dovrà essere “come era prima”, o dobbiamo cambiare o aggiungere nuovi valori? Oppure individuare nuovi obiettivi per essere più vicini alle Comunità territoriali di riferimento? Un confronto si è aperto: ci auguriamo che questo possa fare un passo in avanti a tutta l’Associazione.

 

Ripercorrendo queste ultime settimane, ho riflettuto sulle parole d’ordine “Andrà tutto bene” e “Nulla sarà come prima” e mi sono chiesto: cosa stiamo consegnando ai nostri figli e nipoti?

 

Spesso sui social sono intervenuto su questi temi, e non solo perché ho quattro nipoti. Ho lavorato per più di 35 anni in una Organizzazione che fondava il proprio lavoro globale sui Diritti delle generazioni dei più giovani. La nostra stella polare era: se una Nazione risponde in modo adeguato e continuativo al perseguimento dei Diritti dei Bambini e Adolescenti, allora tutta la società nel suo complesso, nessuno escluso, starà meglio.

 

Una Comunità che non si interroga su una questione come questa vuol dire che vive alla giornata. Chi persegue obiettivi limitati, di breve respiro, è come se mettesse dei cerotti. Viene percepita dall’opinione pubblica e, spesso, dalle Istituzioni come “quella” che ripara e aggiusta mettendo toppe. Interventi sempre, o quasi sempre, in piena emergenza.

 

La sfida che per me Retake Roma deve vincere è quella di diventare la coscienza critica e costruttiva di quei cittadini che sognano tante piccole realtà partecipate “dal basso”, che hanno qualcosa da dire su come si intende costruire, oggi e in futuro, una Comunità. Sia essa una piccola realtà territoriale o una più allargata, fatta di reti connesse da medesimi valori.

 

Mi permetto qui di citare un grande uomo del secolo scorso, Adriano Olivetti, imprenditore, intellettuale, innovatore e politico, che nel definire le “sue” Comunità scrisse: “Comunità, il nome lo dice e il programma lo riafferma, è un movimento che tende a unire, non a dividere, tende a collaborare, desidera insegnare, mira a costruire. Non siamo venuti dunque a dividere, ma per esaltare i migliori, per proteggere i deboli, per sollevare gli ignoranti, per scoprire le vocazioni” (1955). La Comunità, quindi, non si contrappone, non è mai contro. Diventa il luogo in cui si “richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” (Art.2 della Costituzione della Repubblica Italiana).

 

Retake Roma ha sempre espresso con chiarezza la volontà di riappropriarsi “dal basso” per promuovere una cittadinanza attiva, la voglia di costruire intorno ai beni comuni e pubblici una agenda possibile che si focalizzasse sulla responsabilità individuale, la solidarietà sociale, la dignità della persona, la difesa e la promozione della bellezza, il valore del volontariato.

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Piccoli romani, grandi storie: le pillole di senso civico di Retake

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#DISTANTIMAUNITI

#Retake è partner del progetto #DISTANTIMAUNITI promosso da Solidarietà Romana sul Territorio SORTE in collaborazione con Margherone fa cose, Missioni MVC e Sogno nel cassetto.

 

Di cosa si tratta?

Si tratta di dare un aiuto concreto a 58 famiglie in difficoltà attraverso la consegna gratuita di pacchi solidali, contenenti generi alimentari e altri beni di prima necessità. Il budget ci consente ancora di coprire il mese di maggio ma l’emergenza non finisce questo mese. Anche a giugno vogliamo portare il nostro aiuto a chi non ce la fa da solo. Per questo ci servono altre risorse. Puoi fare una donazione aderendo alla campagna di fundraising a questo link.

 

Anche se distanti, restiamo uniti: insieme ce la faremo! 😉

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TGR Lazio al Retake del Mercato Taleti

Coinvolgiamo i bambini nei #retake perché come ha detto Emanuele alle telecamere di TGR Regione “se a 8 anni dipingono un muro e si occupano dei #benicomuni, poi a 15-20 anni non andranno in giro a deturparli”.

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